Il nostro posizionamento

La cultura della costruzione richiede un approccio globale in favore dello sviluppo sostenibile.

Il nostro approccio

Le conseguenze dei cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità ci riguardano tutti. Occorre trovare soluzioni a questi problemi insieme. La costruzione in tutte le sue forme è un’espressione della nostra cultura. La cultura della costruzione riguarda gli edifici nuovi, i provvedimenti conservativi, la salvaguardia del patrimonio storico-architettonico, le infrastrutture, gli spazi aperti e il paesaggio. Essa è chiamata a garantire la qualità in senso lato, ossia sul piano costruttivo, sociale e della sostenibilità. È questo l’approccio promosso dalla campagna per il clima.

I nostri valori

  • Uso di energie rinnovabili per gli edifici esistenti
  • Costruzione rispettosa delle risorse
  • Limitazione e regolazione delle demolizioni
  • Ristrutturazione e trasformazione nel rispetto del clima e del patrimonio

Mettere fine all'uso di energie fossili nel settore immobiliare

L’accordo di Parigi sul clima impegna per la prima volta tutti gli Stati a ridurre le emissioni di gas serra. Ciò riguarda in particolare il settore edilizio, responsabile di circa il 25% delle emissioni di gas serra in Svizzera. Inoltre, le statistiche sulle emissioni di CO2eq della Confederazione riportano solo 10,4 milioni di tonnellate di CO2eq per il settore edilizio, ma nella realtà, la costruzione di edifici o la produzione di materiale di costruzione genera delle emissioni indirette aggiuntive di circa 11 milioni di tonnellate di CO2eq, in parte generate all’estero. La campagna mostra come l’obiettivo di zero emissioni nette possa essere raggiunto nel rispetto di una cultura della costruzione di qualità, Per farlo applichiamo principi riconosciuti, sviluppiamo parametri quantitativi ed elaboriamo i relativi calcoli.

Generalizzare l'economia circolare

Il settore edilizio è il principale produttore di rifiuti in Svizzera. Ogni anno in Svizzera vengono utilizzati 31.800.000 metri cubi di materiali, e contemporaneamente 8.870.000 metri cubi di materiale di costruzione vengono demoliti. Per dare un’idea della massa volumetrica rappresentata da questi numeri, bisogna immaginare che con 8.870.000 metri cubi di materiale sarebbe possibile costruire ogni anno un muro alto 4 metri che circonda la Svizzera, quindi lungo 1935 chilometri. Una cultura della costruzione di qualità si concilia bene con l’economia circolare e con il principio delle 5R: Refuse, Reduce, Reuse, Repair, Recycle. Progetti di dimensioni ridotte e in minor numero, prodotti e costruzioni durevoli, riutilizzo e riparazione di interi componenti edilizi, riciclaggio di materiali e promozione delle energie rinnovabili; solo in questo modo possiamo ridurre il nostro consumo energetico e avviare una nuova gestione delle risorse disponibili e dei valori esistenti.

Adottare misure energetiche che rispettino la qualità architettonica

Gli edifici meritevoli di protezione non devono perdere le loro qualità storiche nell’ambito dell’obiettivo di zero emissioni nette. Esistono numerose possibilità di intervento energetico su questi edifici, orientate specificamente agli obiettivi climatici. Questi edifici possono conformarsi grazie all’ottimizzazione dei loro elementi costruttivi che rispettano il loro status, all’adattamento dell’uso e all’uso di energie rinnovabili. Il miglioramento energetico generale del parco immobiliare, incoraggiato da leggi, regolamenti e sovvenzioni negli ultimi 10 anni, ha permesso di ridurre le emissioni di CO2eq di circa il 40% rispetto al 1990. Il rovescio della medaglia di questo fenomeno è la frequente mancanza di qualità architettonica di queste realizzazioni. Gli edifici protetti sono fonte d’ispirazione per uno sviluppo sostenibile quotidiano. Meritano rispetto e soluzioni su misura. L’integrazione oculata di interventi nuovi in un’architettura di qualità nasconde un grande potenziale. Oggi, il 75% degli svizzeri vive in città. La costruzione di nuovi quartieri di case unifamiliari, sebbene efficienti dal punto di vista energetico, comporta nuove esigenze di mobilità e priva la natura del suo suolo. Inoltre, quando gli edifici diventano sempre più densi e pesanti per soddisfare gli indici talvolta molto rigidi delle norme e delle convenzioni, il consumo di risorse e le emissioni di CO2eq aumentano durante il processo di costruzione. Per porre fine all’espansione urbana, le aree urbane devono essere densificate preservando la biodiversità e offrendo spazi di vita di qualità, inclusivi, con una varietà di attività accessibili a tutti, dei servizi che soddisfino le esigenze quotidiane in abbondanza, comfort e soprattutto la possibilità di creare legami sociali.